lunedì 19 marzo 2018

Festa del Papà e altre storie fantastiche

Come sempre passano mesi e mesi prima che questo papà torni a scrivere su questo blog.
Non per mancanza di tempo, non per aridità di pensieri, ma proprio per quel "tempo" che spesso é talmente prezioso che ovviamente mi scopro a voler condividere con lui, mio figlio, piuttosto che davanti ad una tastiera.
Ecco perché il tempo libero diventa il "nostro tempo libero".
Del resto il concetto di anni che passano é talmente tanto fragile ed implacabile, che ti ritrovi un giorno in sala parto e il giorno dopo a spiegargli matematica e scienze.

Non é un caso che torno a scrivere oggi che é la festa del papà.
Sono sempre stato poco avvezzo a certe feste comandate, commerciali, ma devo ammettere che da quando mi sveglio al mattino e lo trovo davanti a me con un foglietto con scritte tante parole speciali su di me e di quanto io sia importante per lui beh... i preconcetti crollano ed io con loro.
Occhi lucidi. Poche parole da dire. Solo un "ti voglio bene anche io" e un abbraccio forte e il più duraturo possibile.

Per lui sono un eroe.
In realtà é lui il mio eroe. Io non sono altro che un piccolo papà che non può far altro che imparare da un bimbo che quando torno a casa la sera e gli domando come va, lui risponde sempre col sorriso che va benissimo.
Ma come fa? Come riesce ad essere così positivo sempre?
Certi bambini dovrebbero tenere dei corsi a noi adulti.
Ci sono tanti che potrebbero imparare, se solo sapessero vedere ed ascoltare.

Ci sono genitori sempre col muso. Papà che giocano a fatica coi loro figli.
Papà che hanno perso l'entusiasmo di guardare in faccia il proprio bimbo e saperlo capire con lo sguardo.
Papà che hanno smarrito il concetto di "vicinanza" anche solo senza raccontarsi nulla, semplicemente abbracciati fianco a fianco sul divano.

Mi ritrovo a ripensare a tutti questi mesi, un inverno lunghissimo, come tutti gli inverni da queste parti. Tanto freddo, tanto senso di abbandono per alcune questioni e tanto calore su altre vicende belle ed appassionanti.

Il tempo ritrovato con la famiglia é la storia fantastica più grande.
Un Natale trascorso sulla neve bianca, in un paesino sperduto, un buon anno semplice e spensierato, un inizio 2018 sempre carico di aspettative e di speranze.

E poi il primo anno di scuola, la paura di ricominciare e la bellezza della scoperta di un mondo nuovo. Nuovi compagni, nuove maestre, nuovi concetti da imparare.

Quanto sono bravo a riassumere in così poche righe un tempo così ampio. Vero?
Ma in fin dei conti le cose della vita di cui parlare e sulle quali soffermarsi sono poche ma buone.

Buona festa del papà a tutti!
Fate dei vostri figli il momento migliore di ogni giornata ;)

giovedì 6 ottobre 2016

La Cameretta. Oasi e foresta nera.

I mesi passano...le abitudini invece durano...
Trascorrono le primavere e le bellissime estati tra mare e caldo, tra piccoli e grandi problemi, tra piccole e grandi soddisfazioni.
Nonna L. ha la fortuna di vivere parecchie di queste cose mentre nonno R. un pò meno. A piccoli sorsi anche lui però scopre i cambiamenti giganti di N. che oramai sta diventando un ometto.

Ora N. ha 5 anni.
Ora è tra i "grandi" all'asilo e ne va fiero.
Alza il mento in segno di fierezza quando ti racconta che "oggi ho apparecchiato e fatto il cameriere per i miei compagnetti più piccoli" :)
E per me che sono un genitore potete immaginare la soddisfazione. Mentre N. racconta io mi sollevo da terra e cammino come fossi sospeso su di una nuvola bianca e leggera come panna montata.

N. ora sa leggere, grazie ai nostri insegnamenti sin da piccolo, quando a fatica diceva le parole correttamente. Sa anche scrivere, non perfettamente, ma scrive parole e addirittura frasi.
Saranno le scuole elementari a metterlo, spero, sulla buona strada, ma anche questo "so soddisfazioni" ed è un bimbo sempre più sveglio e smart.
In certi casi quasi sembra un trascinatore e in altri un attento osservatore. 
Non mi è ancora chiaro quale sarà il suo reale carattere e quale il suo spirito in mezzo alla folla, ma forse è meglio così, che sia a suo agio con gli altri e che certi pensieri se li faccia il più in là possibile, quando sarà più grande. 
Ora come ora è meglio che sia il più naturale possibile, anche se certe volte temo il momento in cui tutta questa "purezza" lasci il posto ad altri modi di essere, altre impostazioni fisiche e mentali, che aimè spesso la società ti obbliga ad intraprendere.

N. è avanti in tante cose.
Ma N. non ama particolarmente la sua cameretta.
Mi spiego meglio. Fino ad ora ha dormito con mamma e papà nel lettone...e aimè è difficile fargli comprendere quanto sia importante per lui e anche per noi, dormire ognuno nel proprio letto.
Se un giorno vi verrà in mente di far dormire vostro figlio nel lettone fatelo, quando è piccolo piccolo è addirittura un bene come sostengono molti, ma occhio al momento in cui il vostro lettone diventerà per lui l'unica oasi di casa in cui si sente in pace assoluta.
E' quello il momento in cui la sua cameretta automaticamente diventerà foresta nera.

Ma nulla è perduto...come in molte cose della vita.
Infatti io e mia moglie stiamo cercando tutt'ora di convincerlo che la foresta non è nera, ma solo un pò buia e che basta una piccola lampada con disegnato il pesciolino Nemo a renderla più luminosa ed accogliente.
Saranno nottate dure, ma stavolta, dopo altri tentativi falliti più per stanchezza che per forza di volontà, siamo certi che N. comprenderà qual'è il suo posto ora che è più grande.


martedì 1 marzo 2016

Il mio supereroe

Quando ti guarda e ti chiede quasi piangendo: "Perchè papà io non ho i super poteri??? Non è giusto...." :(
Una parte di me vorrebbe essere sincero e digli che i super poteri non esistono, la parte più razionale, più logica.
Questo però succede in concomitanza con la parte di me che d'istinto risponde quasi naturalmente che lui ha già i super poteri ma che deve imparare a trovarli, ad usarli bene e sarà anche lui un super eroe come il suo amato Baymax.
N. mi guarda con i suoi occhioni lucidi e a tratti quasi ci crede, finchè la sua di parte più razionale mi sorprende e commenta le mie parole dicendomi che lui intende "i super poteri per davvero...non finti..."
Ed è qui che io conto fino a dieci e con estrema difficoltà prediligo l'abbraccio ad altre parole potenzialmente inutili, davanti ad un bimbo che man mano che passa il tempo inizia ad avere un contatto più stretto con ciò che è vero e ciò che è falso, con ciò che è possibile rispetto a ciò che è impossibile.
Per fortuna poi si ributta a capofitto nella trama di quel film visto e rivisto mille volte come fosse fonte di energia e tante di quelle domande e di quei dubbi sfumano lentamente. 

Non so se sia pratica usuale dei maschietti, dei figli maschi, quella di affezionarsi ai super eroi, agli eroi più strani e affascinanti dal punto di vista della storia e delle cose che sanno fare.
Non so se sia una regola o una costante, ma mio figlio N. adora Kung Fu Panda, per le sue avventure e la sua simpatia irrefrenabile, per poi passare per l'appunto a Big Hero 6 con un super eroe robotico, inventato dalla mente di un ragazzino geniale che anch'egli vive un'avventura al limite del surreale.
Io in quanto adulto, posso dire che entrambi sono fatti molto bene, che mi hanno sinceramente appassionato e accolto tra le loro mille sfumature, tra le animazioni, i personaggi e soprattutto le musiche che costantemente oramai addirittura ascolto in ufficio o in macchina.
Del resto mi fanno pensare a mio figlio, e tutto ciò che mi fa pensare a lui, alle sue passioni, alla sua fantasia meravigliosa, per me è oro.

Chissà chi sarà il suo prossimo super eroe?
Forse tornerà ad esserlo Poh con Kung Fu Panda 3?
Oppure il nuovo Big Hero 7 che dicono essere già in programmazione?
...accidenti, se è tutto vero, chi glielo dirà che Tadashi non è morto e che tornerà come "cattivo" nella storia?
Beh dai, a me piace pensare che poi nella storia tornerà buono... altrimenti che cartone animato a lieto fine è se non ha un lieto fine? Per lo meno nella fantasia, facciamo che tutto finisca bene dai.


martedì 9 febbraio 2016

Redivivo

1 anno intero. Non so perché io abbia abbandonato questo blog per un anno intero.
1 anno è una vita se penso a quante cose sono successe, se penso a come N. sia cresciuto e sia cambiato.

Si tratta di avvenimenti più o meno importanti, di esperienze vissute più o meno intense, di necessità o meno di raccontare al mondo di "noi".
Forse la chiave è tutta qui: se non hai bisogno di condividere alcune cose con gli altri, cerchi di tenerle solo per il tuo mondo, quello dentro di te. 

E' come nel film "Redivivo" con  Di Caprio. Qualsiasi cosa accada si torna sempre dove dobbiamo essere, si cerca sempre quel punto preciso, si rincorre con tutti noi stessi quella meta finché non la si fa nostra per davvero.
Ho staccato da questo blog forse perché avevo poco da dire o probabilmente perchè non mi andava di di dirlo.

Detto questo, resto sempre un padre che ama alla follia il proprio figlio e che soprattutto ora più che mai ne sente maledettamente la mancanza.

Si perché N. ora è in oriente con la mamma e i nonni. 
E' in quelle terre lontane da oramai 3 mesi.
Motivo? Per vacanza, per opportunità da sfruttare, per fortuna e per enorme cuore di due nonni speciali che hanno reso possibile questo tempo diverso e indimenticabile.

Lui ora è così lontano, dall'altra parte del mondo, ed io mi chiedo spesso come possano alcune persone che si vogliono bene, che hanno un legame magico, riuscire a rimanere separate per tanti anni. Questione di esigenze, di decisioni importanti, certo...ma le domande diventano giganti se penso che anche solo 3 mesi sembrano una vita...

In oriente N. sta imparando l'inglese, sta imparando a nuotare, sta crescendo a vista d'occhio e sta dimostrando di essere un bimbo sveglio e comunicativo, sensibile e vivace.
In quest'ultimo anno N. ha avuto modo di ambientarsi alla grande all'asilo, legando molto con alcuni suoi compagnetti di classe, tant'è che ora ha le preferenze e quelli che si possono definire "migliori amici". Adesso non piange più quando lo si porta all'asilo, adesso quasi non ti saluta nemmeno talmente è tanta la voglia di giocare e divertirsi con gli altri suoi coetanei.
In questi mesi so che gli sono mancati e quando gliene parlo lui fa delle facce strane e mi dice che vorrebbe salutarli e rivederli... ed io gli dico che manca poco, che tornerà presto in Italia, ma ho imparato che nei bimbi della sua età il concetto di tempo è molto astratto, che non è comprensibile nè quantificabile.

In Italia ha fatto mesi e mesi di corso di nuoto, cosa che consiglio a tutti i genitori che non sanno cosa far fare al proprio figlio come attività parallela all'asilo.
Il nuoto gli occupa massimo due volte a settimana, e rappresenta un'ottima valvola di sfogo, nonchè un'attività che gli piace tantissimo e che lo gasa da matti :)
Ora che in oriente va in piscina quasi tutti i giorni, perché i nonni vivono in un posto con un residence munito di piscina pubblica, ha la possibilità di imparare ancora di più, tant'è che fa dei pezzi dove non si tocca e sono certo che prima dell'estate avrà imparato definitivamente.

In questo anno nonno è stato via per molto tempo persino dall'oriente, poiché ha dovuto trasferirsi per più di 3 mesi in Africa per lavoro, quindi non ha potuto tornare in Italia per rivedere il suo nipotino l'estate scorsa e quindi facendo i conti non si sono visti per più di 6 mesi.
Nonno è un grande uomo. Io lo ammiro per questo. Non so come ha fatto a resistere dal non vedere suo nipote per così tanto tempo... è un grande, un esempio per me...
Quindi quando si sono rivisti a novembre scorso, N. non l'ha lasciato un attimo e quando la sera torna a casa lo sequestra per giocare le ore, e nonno anche se è distrutto per la giornata lavorativa non dice mai di no e gioca con N. facendo qualsiasi cosa per vederlo ridere.
So che questo è fonte di vita per lui. Nonno si ricarica, anche se può sembrare assurdo, lui si ricarica stancandosi con il suo amato N.

A giorni N. e mia moglie faranno ritorno dall'oriente.
In questi mesi mi sono sentito solo. Ho avuto modo di apprezzare anche questo tipo di solitudine e soprattutto i miei spazi e tante cose che era da molto che non facevo.
Ho avuto modo di capire, di riflettere e di concretizzare dei progetti.
Quando lunedi lo rivedrò non so cosa proverà il mio cuore, ma so che la mia mente non porrà alcuna resistenza, poiché è giusto che sia così...
Stare lontano dai propri figli a volte aiuta. Non è il massimo, ma è una sofferenza che ti da qualcosa.

Ed ora... si riparte a scrivere di lui, di noi, del mondo attorno...

giovedì 8 gennaio 2015

L'asilo e altre avventure

Iniziare l'asilo, per un bimbo di 3 anni, è un pò come scoprire di essere un supereroe e indossare mantello e maschera per sentirsi più forte, quando un nuovo mondo ti si presenta davanti.

N. a Settembre ha affrontato il suo nuovo Presente.
Un giorno alla volta, un passo piccolo ad ogni cambio di numero sul calendario, un soffio verso una crescita sempre più repentina, sempre più decisa e ricca di vite differenti, di confronti più diretti e intensi, di apprendimento.

Con l'asilo ci si sente "grandi".
Grandi quando ti dicono che sei troppo piccolo per fare una certa cosa o per mangiare un certo piatto o per bere una certa bibita. Grandi quando ti concedono nuovi compiti o quando alzi il dito al cielo e dici che "ora io sono un supereroe...io sono Batman!" :)

Con l'asilo ci si sente aimè anche "piccoli".
Piccoli per necessità, quando non si vuole andare e non ci si vuole svegliare presto la mattina, piccoli quando non vuoi lasciare le braccia della mamma e piangi mentre la maestra ti porta in classe con i compagnetti, piccoli quando ti rendi conto che la vita non è solo tra le quattro mura chiamate "famiglia" ma è anche quella che c'è al di là di certi confini che mutano inevitabilmente con lo scorrere dei cambiamenti radicali.

N. ci ha messo qualche settimana per capire che piangere non lo allontanava da quell'edificio, tra le parole convincenti di mamma e papà e le stimolanti prospettive di una giornata più varia, più giocosa, grazie all'interagire con bimbi della sua stessa età, con i suoi stessi interessi, con la sua stessa straordinaria e irrefrenabile voglia e bisogna di sfogarsi, di correre, di parlare, di ridere, di muoversi.

Con l'asilo scopri presto che tuo figlio si atteggia da supereroe, ma che non è realmente un supereroe, dal momento che una settimana si e una no ha la febbre, la tosse, il raffreddore, ecc ecc. e più ne ha più ne metta!
Aimè....amara realtà... Ma farsi gli anticorpi è necessario e l'asilo è una palestra ottima. Anche se è dura badare ad un bimbo con la febbre tutto il giorno, anche se è triste vederlo mezzo distrutto sul divano o con il naso che cola o la tosse che non cessa.

Ma l'anima del supereroe esce proprio quando meno te lo aspetti.
I bambini hanno un'energia infinita. Una riserva interiore che anche con 39° di febbre, gli permette di saltellare quà e là per il soggiorno, di scherzare e correre per il corridoio.
Una vitalità che io adoro. La stessa che mi manca da morire quando si placa. La stessa che rende la casa vuota e silenziosa quando N. è all'asilo.

Ci si deve così abituare alla sua assenza.
Dalle 9 del mattino fino alle 16.00 del pomeriggio lui è nel mondo. Tra la gente. Non con noi.
Quindi ti coglie quel senso di malinconia, quando tornando per pranzo dall'ufficio lui non è al tavolo con te, o quando vorresti aprire la porta e dagli un bacio e lui in quel momento probabilmente sta interagendo con altre persone e sta costruendo il suo futuro.

Ma è la sera, quando torno dal lavoro, che apro la porta,...e allora lo vedo che mi corre incontro, mi stringe forte e mi chiama papà, in quel modo intenso e dolce che solo lui potrebbe fare....
Arriva da me, con la maschera da supereroe, con il mantello che è un bavaglino blu, con il suo razzo dello space shuttle,... arriva volando... arriva con i suo propulsori...
N. è il mio supereroe!
N. è il mio piccolo Batman ;)


giovedì 11 settembre 2014

Sentirsi piu grande. Come un grattacielo!

Le parole e le attese.
Di nuove scoperte è fatta la sua giornata. Scoperte legate a nuove azioni, a nuove possibilità, a nuove intenzioni che lo fanno sentire più grande.

N. è più grande quando può fare cose da grande. Quando può lavarsi i denti da solo, quando può fare pipì e pupù finalmente (quasi) da solo e senza più quel fastidioso pannolino.
Può mangiare con il bicchiere dei grandi, con il piatto dei grandi, può mangiare cose che prima non poteva e può concedersi qualche vizietto in più che prima gli veniva negato.
E' diventato più grande da quando capisce meglio i cartoni animati, da quando si ricorda tutti i nomi dei personaggi, da quando ricorda le storie e capisce le "morali", da quando canta la sigla sorridendo, da quando il suo preferito è diventato Chase nei Paw Patrol :)
E' più grande perché adesso sa andare in monopattino come non mai e sa curvare. Da quando gioca con gli altri bambini inventando storie e avventure come il suo eroe Giustino (di Giustin'tempo). Da quando usa i colori sui suoi album da disegno, da quando costruisce le formine con il Didò, da quando ha imparato che se devi costruire una torre "alta alta" devi mettere in basso i pezzi più grossi fino in alto coi pezzi più piccoli...perché così "grattano meglio il cielo".

N. però è anche "ancora piccolo". Quando dice "ma io sono piccolo..." se gli si dice che è grande per fare ancora certe cose :) ahahahahah
Ed ecco che il concetto di grande e di piccolo si mischiano, si fondono, si giocano a seconda delle situazioni più o meno favorevoli. Una sorta di opportunismo che prima o poi esce in ognuno di noi, sin dalla tenera età. Una specie di "autodifesa", di attenuante per liberarsi dalle situazioni sfavorevoli e per uscirne vincitore...come se ci fosse sempre una vittoria.
In un certo senso, questo stato di "vittoria eterna" spero che duri in lui molto tempo, perché non penso ci vorrà molto per capire che nella vita reale non si vince sempre, anzi...

Le vacanze al mare sono passate, aimè.
Ma sono durate quasi un mese. Un mese molto rilassante e molto bello!
Inutile dire che N. si è divertito come un matto con la sabbia. Una sorta di droga alla quale non poteva rinunciare. Se avesse potuto mangiarla, in alcuni frangenti l'avrebbe fatto, talmente gli piaceva sentirsela tra le mani, farla scorrere nella clessidra, modellarla con paletta e secchiello.
Poi quanta acqua...quante onde...il mare era per lui un'infinità di acqua che poteva usare senza preoccuparsi di sprecarla, consapevole che poteva spostarla e riprenderla, buttarla addosso a nonna o mamma, versarsela addosso per rinfrescarsi.... che gusto!
La gioia nei suoi occhi era indescrivibile. L'abbronzatura, la fame, la stanchezza...quanti stati dell'essere e quante emozioni in successione... Tutto meravigliosamente bello.
Un mese di sole e di allontanamento da una quotidianità che spesso corrode dentro.
Per noi una liberazione sentirci in una sorta di nuovo mondo. Per lui....semplicemente un posto più
bello in cui divertirsi sino alla nausea :)
Che meraviglia poi la scoperta del canotto. Navigare io e lui come due avventurieri. Inspiegabile il suo volto nel salire per la prima volta. La fortuna tutta mia di vederlo e di ammirarne le espressioni.
Molto meglio di ogni altra cosa: il viso di un figlio che scopre il mondo.

Peccato che mancava il nonno R. Lui poverino, bloccato in Asia per lavoro.

Ma tra una settimana circa nonno tornerà!!! Evvivaaaaa...
Si spupazzerà il nipotino come non mai.
N. é cambiato tantissimo rispetto all'ultima volta che nonno l'ha visto.
Ora parla meglio, fa tante cose "meglio". Per nonno R. saranno tutte stupende novità.

E poi a breve inizia l'asilo.
Incrociamo le dita che gli piaccia e che non farà storie.

Nella prossima news asilo e nonno R. saranno protagonisti ;)
Rimanete connessi!

venerdì 25 luglio 2014

Monopattino e propulsori!!!!

Ed imparò la parola "propulsori", grazie alla nonna ^_^'
Ora dice propulsori ogni volta che vuole andare più veloce, ogni volta che è in macchina, ogni volta che corre, ogni volta che va con il suo fantastico monopattino blu, che finalmente ha imparato ad usare!
Più veloce della luce! Caschetto e pantaloncini sotto le ginocchia, per sbucciarsi il meno possibile, è via per nuove avventure in nuovi mondi fantastici.

Lui è come Giustino, del cartone animato Giunt'in'tempo.
E' anche come nel cartone animato Paw Patrol, quando sale sul monopattino e sfreccia via, come se fosse un esperto stuntman. Mentre mamma e papà, nonna,... trattengono il fiato e incrociano le dita, sperando che non cada e che non si faccia male. Col senno di poi, in cui si comprende che tenerlo per mano sempre non potrebbe essere che controproducente. Ha bisogno di cadere, di sbucciarsi le ginocchia, di imparare a rialzarsi e a limitare il pianto...finché il pianto diverrà forza, convinzione, miglioramento, sorriso con gli amici.

Da imparare: come ogni cosa, in cui tu genitore, cerchi di dire a tuo figlio: "Dai, usa il monopattino!" 
Lui non lo userà. Stanne certo.
Poi se tu non gli dirai nulla. Un giorno lui lo prenderà in mano, ci salterà sopra e inizierà a giocarci tutti i giorni.
Questa è un'equazione matematica che va sempre imparata e di conseguenza compresa e applicata ad eventi e decisioni future. Ahahahahaha :D

L'estate non è delle migliori quest'anno. Quindi si prende ciò che il clima offre, nei giorni in cui i temporali non fanno capolino e lasciano il tempo di godersi le serate e si gioca tutti assieme.
Sedermi con lui nella stradina di fianco a casa e catapultarmi nel suo mondo, stando al gioco e arricchendo il suo mondo con storie, azioni, cose inventate di sana pianta, è una delle cose che più mi piace fare al termine di una giornata stressante di lavoro. Mi fa sentire più vicino a lui, allontanando leggermente quello strano senso di colpa che spesso coinvolge i genitori che causa lavoro, vedono poco i loro figli.
Quindi in poco tempo, cerco di godermi al massimo il "nostro tempo".
Non ho mai capito quei padri che allontanano i figli, che si fanno dominare da altre preferenze come tv sul divano o giornale a letto, piuttosto che gioco con il proprio figlio.
Comprendo che la stanchezza è sempre pesante, anche in relazione al proprio tipo di lavoro, ma quando si decide di mettere al mondo un figlio bisogna essere consapevoli che certe cose vanno fatte, non solo per loro ma anche e soprattutto per noi, noi come "famiglia", noi come "padre e figlio"... perché poi un giorno, ne sono certo, questi momenti mancheranno da morire. E non basteranno le foto e neppure i video, per placare la nostalgia di quando si faceva o di quando si sarebbe potuto fare di più.

A breve si partirà per il mare!
Sarà una vacanza diversa, lo so. Per lui quest'anno il mare sarà vissuto in maniera diversa.
Quest'anno andremo in un posto con la sabbia, quindi so già che ne farà una pelle tra castelli, formine, piscinetta, secchiello. paletta, ecc. ecc. :)
Arriverà a sera che sarà sfinito e ciò che più conta, come sempre, sarà il fatto che si sentirà sereno e appagato, felice, in pace. Questo stato fisico e mentale è fondamentale per un bimbo. Senza questo stato di tranquillità interiore i bambini crescono e diventano adulti, già segnati, già feriti, già "modificati".
Abbiamo la possibilità di far si che N. sia sereno. Quindi ben venga la fortuna di portalo al mare anche quest'anno, grazie soprattutto al contributo dei nonni! Praticamente da santificare per disponibilità e pazienza!
Non mi stancherò mai di ringraziarli...

Accendiamo i propulsori e partenza!
A fine vacanza, resoconto indispensabile ;)