martedì 13 marzo 2012

Come abbiamo fatto a vivere senza di lui?

Non avrei mai pensato che mio figlio fosse in grado di comunicare con il mio gatto ^_^
E invece sembrerebbe che ci riesca, o per lo meno, che ci provi ogni volta che la micetta gli si avvicina sotto il seggiolone o mentre é seduto sul divano o in braccio a noi.
Il gatto miagola e lui, più o meno allo stesso modo, gli risponde... pazzesco...
Al tempo stesso direi piuttosto buffo e divertente.
Fatto sta che se gli chiedi "Come fa la micia?" Lui risponde: "Miaooooo... miaoooo..." in un modo molto più verosimile del nostro.
Che abbia imparato la sua lingua? Tutti questi mesi in cui l'ha osservata gli saranno serviti a decifrarne un codice di linguaggio segreto?
Lo scopriremo alla prossima puntata! ahahahah

Ma N. non ha imparato solo a miagolare alla micia, ma anche a dire alcune paroline come "MA MA", "BA BA" e simili.
Certo non sono termini complessi e ricchi di significato, ma per noi genitori che li ascoltiamo per la prima volta sono intere frasi di opere d'arte eccelsa. Direi che papà quando sente N. pronunciare quelle paroline, é come se lo sentisse recitare una poesia di Leopardi.
La magia di un figlio che emette i primi suoni, le prime "parole", che interagisce attivamente e costantemente con te e con il mondo esterno, non ha prezzo.
Il valore di attimi come questi é incommensurabile, non misurabile né comprensibile se non lo si vive direttamente giorno per giorno.

Ci sono volte in cui tenta di puntare le gambe e di alzarsi.
Volte in cui punta le ginocchia mentre é a pancia in giù e tutti attorno ad attendere che prima o poi riesca a gattonare...
Volte in cui si gira e si rigira da solo mentre é sul divano coi suoi giochi, che tenta invano di prendere quando sono troppo lontani.
Volte in cui sul letto rimane seduto a fissare la giostrina che gira sul suo lettino e ti fa dei sorrisi enormi, illuminanti ancora più del fatto che apri la finestra e osservi la luce entrare ed invadere la stanza.

Quando sei genitore impari mese dopo mese come cambia la vita e come cambia il tuo approccio verso l'essere padre e madre.

Da quando sono padre ho come la sensazione di vivere una sorta di nuova esistenza, una specie di vita parallela del tutto distaccata dalla precedente.
La domanda che io e mia moglie ci poniamo spesso é "come abbiamo fatto a vivere senza di lui?".
La risposta é ricca di tanti silenzi ma anche di tanti pensieri...
Forse troppi per essere analizzati al microscopio, probabilmente troppo nobili per essere separati e ripetuti a voce.
Così ci accorgiamo che é bellissimo ripeterci a volte quella domanda e che é altrettanto bello concludere con un sorriso, occhi negli occhi, l'assenza di risposta.

Oggi é il 13 marzo.
Il 19 marzo ho scoperto poche ore fà che sarà la festa del papà.
Sono molto restio verso certe ricorrenze. Nella maggior parte dei casi le vedo solamente come opera del consumismo umano e allora cerco di farle passare il più velocemente possibile.
Anche se da qualche anno a questa parte cerco sempre e comunque di fare gli auguri a mio padre perché so che ci tiene e non perdo nulla se faccio uno sforzo e lo faccio felice.
Sono restio, certo, ma sono consapevole che sarà per la prima volta nella mia vita anche io mio giorno simbolico, il giorno in cui la gente accanto mi guarderà e mi dirà "Auguri papà!".
Io sorriderò distratto, ma dentro di me sentirò per la prima volta di essere involontariamente e scetticamente parte di un qualcosa che da oggi in poi mi coinvolgerà, volente o nolente.
Succederà ogni volta che a scuola mio figlio farà un disegno per me in quel giorno, ogni qual volta mi farà lui stesso gli auguri ed io un pò meno distratto... lo ringrazierò abbracciandolo.

Il contatto fisico é importante.
Sin da piccolo ho sempre cercato di non farmi abbracciare dai miei genitori.
Ero sfuggente, mi divincolavo durante gli abbracci. Man mano che passavano gli anni, diventavo sempre più solitario e chiuso in me stesso. Mi rendo conto, ogni volta che ci penso, che non era la cosa giusta da fare, la strada imperfetta é sempre sintomo di carenze.
Non mi mancava certo l'amore, ma forse, in alcuni momenti...mi sono mancate le certezze. Forse é per questo che spesso facevo fatica ad accettare il contatto fisico con le persone, con gli amici, con il mondo.
Ecco perchè con gli anni mi sono fatto violenza e ho cercato di cambiare me stesso sotto questo punto di vista.
Ora sono contento di esserci in gran parte riuscito e vorrei poter trasmettere tutto questo a mio figlio N. perché sono certo che il contatto fisico sia essenziale molto spesso quando si vuole comunicare alle persone alle quali teniamo, che ci teniamo veramente.
Guardare sempre negli occhi e abbracciare più spesso, questa dovrebbe essere la regola base di una sopravvivenza equilibrata e serena.
L'esperienza mi darà una mano in molte situazioni, persino in questa.

Da qualche notte a questa parte N. piange di notte.
Penso sia dovuto al fatto che per lui é molto difficile staccarsi dalle poppate dal seno di M.
E' un contatto, per l'appunto fisico, del quale i bambini hanno grande necessità.
Ora N. mangia anche le pappe la sera, verso le otto, quando anche noi ceniamo. In più al pomeriggio mia moglie M. gli da una sorta di merenda con la frutta frullata.
Quindi sono rimaste le poppate: mattutina e prima di andare a nanna.
Per un bimbo di 8 mesi suppongo sia dura!
In più il suo fisico si deve abituare alla tipologia delle pappe ( verdure, cereali, brodo, mais, ecc. ) e sicuramente avrà in alcuni casi mal di pancia o gonfiore... infatti quando si svegli a e piange fa spesso delle "scoreggine" ^_^ e immagino che sia qualche piccolo dolorino di quel tipo.
Naturalmente oltre al desiderio di attaccarsi al seno di M.

Sicuramente a livello di salute sta bene.
Infatti ieri finalmente ieri ha fatto la visita dal pediatra per l'ottavo mese.
Dice che é un bimbo sano, sta benissimo!

Devo solo specificare che non abbiamo seguito per lettera le sue indicazioni.
Fosse stato per lui gli avremmo dato il fluoro per via orale a pochi mesi!
E' bastato informarsi e documentarsi, in quanto "esseri pensanti" per capire che é altamente tossico e sconsigliato in moltissimi casi e da moltissimi esperti del settore.
In molti casi é quasi più utile il consiglio di una madre navigata che il consiglio di un pediatra....
Con questo non voglio dire che sia più attendibile il parere di una "non esperta di medicina", anzi, anche perché sicuramente il pediatra conosce milioni di cose che una madre forse non può conoscere... ma é un mio pensiero in merito che è volto a mettere in qualche modo in "possibile discussione" anche il parere più illustre poiché ritengo che nulla sia "assoluto e inconfutabile".
Abbiamo anche parlato al pediatra della nostra decisione di non vaccinare, per chi se lo fosse chiesto...
Naturalmente, come ci aspettavamo, era contrario.
In modo velatamente critico ci ha consigliato di rivolgerci a qualcun'altro. Per lui noi siamo "a-scientifici"...
Per me non sussiste alcun problema. Ne cerchermo altri... questo ed altro per la salute di mio figlio!

Sta arrivando il caldo, si allungano le giornate.
Non vedo l'ora di fare delle belle scampagnate con la famiglia! ^_^
Ho voglia di lago, voglia di montagna, voglia di boschi, voglia di mare, voglia di respirare all'aria aperta, voglia di mangiare cibi di agriturismo, voglia di vedere la luce del sole che si riflette sul viso di mio figlio, voglia di giocare con lui su di un plaid in mezzo ad un prato e attorno solo il rumore degli uccellini.... ho voglia di natura e di condividerla con pochi amori.


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