Le parole e le attese.
Di nuove scoperte è fatta la sua giornata. Scoperte legate a nuove azioni, a nuove possibilità, a nuove intenzioni che lo fanno sentire più grande.
N. è più grande quando può fare cose da grande. Quando può lavarsi i denti da solo, quando può fare pipì e pupù finalmente (quasi) da solo e senza più quel fastidioso pannolino.
Può mangiare con il bicchiere dei grandi, con il piatto dei grandi, può mangiare cose che prima non poteva e può concedersi qualche vizietto in più che prima gli veniva negato.
E' diventato più grande da quando capisce meglio i cartoni animati, da quando si ricorda tutti i nomi dei personaggi, da quando ricorda le storie e capisce le "morali", da quando canta la sigla sorridendo, da quando il suo preferito è diventato Chase nei Paw Patrol :)
E' più grande perché adesso sa andare in monopattino come non mai e sa curvare. Da quando gioca con gli altri bambini inventando storie e avventure come il suo eroe Giustino (di Giustin'tempo). Da quando usa i colori sui suoi album da disegno, da quando costruisce le formine con il Didò, da quando ha imparato che se devi costruire una torre "alta alta" devi mettere in basso i pezzi più grossi fino in alto coi pezzi più piccoli...perché così "grattano meglio il cielo".
N. però è anche "ancora piccolo". Quando dice "ma io sono piccolo..." se gli si dice che è grande per fare ancora certe cose :) ahahahahah
Ed ecco che il concetto di grande e di piccolo si mischiano, si fondono, si giocano a seconda delle situazioni più o meno favorevoli. Una sorta di opportunismo che prima o poi esce in ognuno di noi, sin dalla tenera età. Una specie di "autodifesa", di attenuante per liberarsi dalle situazioni sfavorevoli e per uscirne vincitore...come se ci fosse sempre una vittoria.
In un certo senso, questo stato di "vittoria eterna" spero che duri in lui molto tempo, perché non penso ci vorrà molto per capire che nella vita reale non si vince sempre, anzi...
Le vacanze al mare sono passate, aimè.
Ma sono durate quasi un mese. Un mese molto rilassante e molto bello!
Inutile dire che N. si è divertito come un matto con la sabbia. Una sorta di droga alla quale non poteva rinunciare. Se avesse potuto mangiarla, in alcuni frangenti l'avrebbe fatto, talmente gli piaceva sentirsela tra le mani, farla scorrere nella clessidra, modellarla con paletta e secchiello.
Poi quanta acqua...quante onde...il mare era per lui un'infinità di acqua che poteva usare senza preoccuparsi di sprecarla, consapevole che poteva spostarla e riprenderla, buttarla addosso a nonna o mamma, versarsela addosso per rinfrescarsi.... che gusto!
La gioia nei suoi occhi era indescrivibile. L'abbronzatura, la fame, la stanchezza...quanti stati dell'essere e quante emozioni in successione... Tutto meravigliosamente bello.
Un mese di sole e di allontanamento da una quotidianità che spesso corrode dentro.
Per noi una liberazione sentirci in una sorta di nuovo mondo. Per lui....semplicemente un posto più
bello in cui divertirsi sino alla nausea :)
Che meraviglia poi la scoperta del canotto. Navigare io e lui come due avventurieri. Inspiegabile il suo volto nel salire per la prima volta. La fortuna tutta mia di vederlo e di ammirarne le espressioni.
Molto meglio di ogni altra cosa: il viso di un figlio che scopre il mondo.
Peccato che mancava il nonno R. Lui poverino, bloccato in Asia per lavoro.
Ma tra una settimana circa nonno tornerà!!! Evvivaaaaa...
Si spupazzerà il nipotino come non mai.
N. é cambiato tantissimo rispetto all'ultima volta che nonno l'ha visto.
Ora parla meglio, fa tante cose "meglio". Per nonno R. saranno tutte stupende novità.
E poi a breve inizia l'asilo.
Incrociamo le dita che gli piaccia e che non farà storie.
Nella prossima news asilo e nonno R. saranno protagonisti ;)
Rimanete connessi!
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giovedì 11 settembre 2014
venerdì 25 luglio 2014
Monopattino e propulsori!!!!
Ed imparò la parola "propulsori", grazie alla nonna ^_^'
Ora dice propulsori ogni volta che vuole andare più veloce, ogni volta che è in macchina, ogni volta che corre, ogni volta che va con il suo fantastico monopattino blu, che finalmente ha imparato ad usare!
Più veloce della luce! Caschetto e pantaloncini sotto le ginocchia, per sbucciarsi il meno possibile, è via per nuove avventure in nuovi mondi fantastici.
Lui è come Giustino, del cartone animato Giunt'in'tempo.
E' anche come nel cartone animato Paw Patrol, quando sale sul monopattino e sfreccia via, come se fosse un esperto stuntman. Mentre mamma e papà, nonna,... trattengono il fiato e incrociano le dita, sperando che non cada e che non si faccia male. Col senno di poi, in cui si comprende che tenerlo per mano sempre non potrebbe essere che controproducente. Ha bisogno di cadere, di sbucciarsi le ginocchia, di imparare a rialzarsi e a limitare il pianto...finché il pianto diverrà forza, convinzione, miglioramento, sorriso con gli amici.
Da imparare: come ogni cosa, in cui tu genitore, cerchi di dire a tuo figlio: "Dai, usa il monopattino!"
Lui non lo userà. Stanne certo.
Poi se tu non gli dirai nulla. Un giorno lui lo prenderà in mano, ci salterà sopra e inizierà a giocarci tutti i giorni.
Questa è un'equazione matematica che va sempre imparata e di conseguenza compresa e applicata ad eventi e decisioni future. Ahahahahaha :D
L'estate non è delle migliori quest'anno. Quindi si prende ciò che il clima offre, nei giorni in cui i temporali non fanno capolino e lasciano il tempo di godersi le serate e si gioca tutti assieme.
Sedermi con lui nella stradina di fianco a casa e catapultarmi nel suo mondo, stando al gioco e arricchendo il suo mondo con storie, azioni, cose inventate di sana pianta, è una delle cose che più mi piace fare al termine di una giornata stressante di lavoro. Mi fa sentire più vicino a lui, allontanando leggermente quello strano senso di colpa che spesso coinvolge i genitori che causa lavoro, vedono poco i loro figli.
Quindi in poco tempo, cerco di godermi al massimo il "nostro tempo".
Non ho mai capito quei padri che allontanano i figli, che si fanno dominare da altre preferenze come tv sul divano o giornale a letto, piuttosto che gioco con il proprio figlio.
Comprendo che la stanchezza è sempre pesante, anche in relazione al proprio tipo di lavoro, ma quando si decide di mettere al mondo un figlio bisogna essere consapevoli che certe cose vanno fatte, non solo per loro ma anche e soprattutto per noi, noi come "famiglia", noi come "padre e figlio"... perché poi un giorno, ne sono certo, questi momenti mancheranno da morire. E non basteranno le foto e neppure i video, per placare la nostalgia di quando si faceva o di quando si sarebbe potuto fare di più.
A breve si partirà per il mare!
Sarà una vacanza diversa, lo so. Per lui quest'anno il mare sarà vissuto in maniera diversa.
Quest'anno andremo in un posto con la sabbia, quindi so già che ne farà una pelle tra castelli, formine, piscinetta, secchiello. paletta, ecc. ecc. :)
Arriverà a sera che sarà sfinito e ciò che più conta, come sempre, sarà il fatto che si sentirà sereno e appagato, felice, in pace. Questo stato fisico e mentale è fondamentale per un bimbo. Senza questo stato di tranquillità interiore i bambini crescono e diventano adulti, già segnati, già feriti, già "modificati".
Abbiamo la possibilità di far si che N. sia sereno. Quindi ben venga la fortuna di portalo al mare anche quest'anno, grazie soprattutto al contributo dei nonni! Praticamente da santificare per disponibilità e pazienza!
Non mi stancherò mai di ringraziarli...
Accendiamo i propulsori e partenza!
A fine vacanza, resoconto indispensabile ;)
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